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martedì 31 marzo 2026

Al-Bahriyya al-Qatariyya, Marina del Qatar o Qatar Emiri Navy: in data 30 marzo 2026, il MoD qatariota ha diffuso sui media un video riguardante il lancio di missili Aster per intercettare missili balistici e droni iraniani Shahed dalla LPD L-141 AL FULK e dalle corvette classe Al Zubarah, navi notoriamente costruite dalla italiana Fincantieri munite di elettronica Leonardo.












https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







Al-Bahriyya al-Qatariyya, Marina del Qatar o Qatar Emiri Navy

La Al-Bahriyya al-Qatariyya, Marina del Qatar nota internazionalmente come Qatar Emiri Navy, è la forza navale dell'Qatar. In passato è stata una forza molto piccola rispetto alle esigenze di protezione del paese e dotata di mezzi molto leggeri, tra cui tre battelli d'attacco Classe Combattante III.
A tutto il 2010 la marina disponeva di 21 pattugliatori costieri o motovedette e di una nave anfibia; la presenza della US Navy è stata fortemente incentivata, in modo da avere in area forze amiche in grado di ottenere un effetto dissuasivo ma si sono avute anche visite amichevoli nel febbraio 2010 da parte di una nave scuola iraniana, nonostante il vicino paese sia una delle possibili minacce per il Qatar.






LPD L-141 AL FULK

Nel 2023, alla presenza del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro di Stato per gli Affari della Difesa, SE Dr. Khalid bin Mohamed Al Attiyah, e del Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, si è svolta la cerimonia del varo della “Al Fulk”, unità anfibia (LPD – Landing Platform Dock) ordinata a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell'ambito del programma nazionale di acquisizione navale, è avvenuta presso lo stabilimento di Palermo.
La LPD, costruita interamente da cantieri navali italiani, è progettata in coerenza con le norme RINAMIL (regole per la classificazione delle navi da guerra) per garantire collegamenti terra-aria-marina estremamente efficienti. Sarà altamente flessibile e in grado di svolgere diversi tipi di compiti, dagli interventi umanitari al supporto delle Forze Armate e alle operazioni di terra.

Dati tecnici: 
  • Tipo: nave da trasporto anfibio modificata classe San Giorgio / LPD
  • Costruttore: Fincantieri, Palermo, Sicilia, Italia STATO: Impostata: 5 giugno 2021 Varata: 24 gennaio 2023 Entrata in servizio: 2024/25 ? PROVE > in attesa di messa in servizio  
  • Dislocamento: 8800 tonnellate 
  • Lunghezza: 142,9 metri (469 piedi) fuori tutto 
  • Larghezza: 21,5 m (71 piedi) 
  • Pescaggio: 5,3 m (17 piedi) 
  • Velocità: 20 nodi (37 km/h) 
  • Autonomia: 7.000 NM (13.000 km) a 15 nodi (28 km/h) 
  • Equipaggio: 150 
  • Propulsione: 2 motori diesel Wärtsilä 12V32 (12.000 kW / 16.000 CV) 2 alberi / 2 eliche / elica di prua 
  • Armamento: Naval Group Sylver A50 Vertical Launching System / VLS (2 x 8 celle) per missili SAM MBDA Aster 15 e/o Aster 30 1 cannone super rapido Leonardo 76/62 4 sistemi d'arma Leonardo MARLIN 30 
  • Anfibio: Ponte veicoli per oltre 400 truppe, bacino allagabile per mezzi da sbarco, mezzi da sbarco meccanizzati (LCM) su gruette 
  • Elettronica: Sistema di gestione del combattimento Leonardo (CMS) Radar multifunzione a scansione elettronica attiva (AESA) Leonardo Kronos Power Shield Radar a doppia banda Leonardo NA-30S Mk 2 e sistema di controllo del tiro EO/IR (per 76/62) Sistema di controllo del tiro elettro-ottico Leonardo Medusa MK4/B /EO-FCS (per Marlin WS) Sistema di lancio di esche Lacroix Sylenia 
  • Elicotteri imbarcati: ponte di volo con 2 piazzole di atterraggio / hangar per un massimo di 3 elicotteri  NH90.

La nave garantisce collegamenti terra-aria-marini estremamente efficienti, ed è stata varata a Palermo nello stabilimento di Fincantieri che l’ha costruita; fa parte di un contratto, firmato nel 2016, del valore di quasi quattro miliardi di €uro che prevedeva la fornitura di sette navi di superficie.
Guido Crosetto ha sottolineato le grandi potenzialità dello stabilimento palermitano di Fincantieri: «È un momento importante perché dal 2009 una nave completa non usciva da quello che è oggi il più grande stabilimento che ci sia in Italia per la costruzione delle navi. Un momento importante per Palermo, quindi, per Fincantieri. Ci auguriamo sia la prima di una lunga serie di navi, e non di pezzi di navi, che escano da questo cantiere, che è quello che ha più possibilità logistiche in Italia ed è probabilmente il cantiere che ha la migliore manodopera e la più grande quantità di specializzati nella lavorazione dell’acciaio in Italia – ha detto il ministro –. Questa è l’ultima di questa serie ma ci saranno navi in futuro che possono essere costruite a Palermo – ha detto il ministro –. Qua c’è una vocazione fortissima sui traghetti. Per cui le prospettive per questo cantiere possono essere ottime in futuro».
La nave è dotata di due rampe carrabili e di un bacino interno allagabile in grado di ospitare un mezzo da sbarco Lcm (Landing Craft Mechanized) pronto all'uso che può anche essere disposto sul ponte del garage e può essere dispiegato utilizzando un sistema di gru. Il ponte di volo è inoltre dimensionato per ospitare l'elicottero NH90.
L’unità sarà altamente flessibile e in grado di svolgere diversi tipi di compiti, dagli interventi umanitari al supporto delle Forze Armate e delle operazioni di terra, alla difesa antibalistica. 

ARMAMENTO IMBARCATO:
  • missili A.B.M. ASTER 30 B1, lanciabili da 2 moduli SYLVER A-50 da 8 celle,
  • 1 cannone Leonardo-OTO da 76/62 Vulcano.
  • Leonardo-OTO 76/62 mm Super Rapido Multi-Feeding.



Il Leonardo-OTO 76/62 SR è caratterizzato da una cadenza di tiro molto elevata, soprattutto nella versione Super Rapido (120 colpi al minuto), che lo rende particolarmente adatto per la difesa antiaerea e anti-missile e per la difesa di punto, anche se, visto il suo calibro, può essere usato anche in altri ruoli come il bombardamento navale e costiero. 
Il cannone è dotato di munizionamento convenzionale, che varia a seconda del tipo di impiego e la sua polivalenza di usi è data anche dalla gran quantità di tipi di munizionamento che vanno dall'incendiario al perforante, fino ai proiettili a frammentazione con spoletta di prossimità. L'intero sistema è inoltre molto compatto ed è quindi installabile anche su navi di piccole dimensioni come le corvetta o le vedette costiere, oltre ad essere completamente controllabile da remoto. Recentemente è stato aggiunto il nuovo munizionamento guidato DART.
Questo cannone ha rappresentato un notevole successo commerciale, essendo stato adottato da 53 marine: l'ultimo importante successo è stato lo scalzare il cannone navale da 100 mm della marina francese nel progetto Orizzonte.
Nel sistema di controllo del fuoco del cannone nel corso degli anni c'è stata un'evoluzione. Le prime versioni erano dotate del radar RTN-10X Orion della Selenia. A partire della metà degli anni ottanta venne utilizzato il RTN-30X (SPG-73) nel sistema di difesa di punto Dardo-E e poteva essere abbinato oltre che all'Otobreda Compatto e Super Rapido anche al cannone da 127/54, al Breda Dardo e ai missili Sea Sparrow/Aspide. Il sistema Dardo-E fece il suo debutto nella Marina Militare sull'incrociatore portaeromobili Garibaldi, ma il radar RTN-30X era già stato imbarcato sulle Maestrale, dove però alle due torrette binate del CIWS Dardo erano asserviti due radar RTN-20X, mentre le prime unità equipaggiate con sistema Dardo-E con il 76mm Super Rapido sono stati i due cacciatorpediniere lanciamissili Audace dopo gli ammodernamenti e le prime unità ad essere equipaggiate sin dalla costruzione con il Dardo-E abbinato ai 76mm SR furono i due cacciatorpediniere Classe Durand de la Penne.
Sistema Davide/DART - Il munizionamento guidato anti-missilistico Davide: in pratica si tratta di missili senza motore (proietti), decalibrati rispetto al cannone, che possono correggere la loro traiettoria per controbattere le manovre del missile bersaglio e intercettarlo. Si tratta di un sistema di difesa anti missile delle navi a corto/cortissimo raggio, basato sull'impiego delle nuove centrali di tiro multisensore degli impianti da 76/62 Super Rapido, capace di sparare una munizione guidata e quindi di correggerne la rotta anche in volo indirizzandola sull'obiettivo.
La tecnologia sviluppata dalla Oto Melara sarà montata per la prima volta sulle fregate multimissione italiane del programma italo-francese FREMM.
Il sistema Davide/Strales abbinato al sistema di controllo di tiro Dardo-F, che controlla sia il bersaglio che il proiettile, è installabile anche sulle vecchie torrette con poche modifiche, mediante l'aggiornamento del firmware di controllo, l'aggiunta del radar di guida in banda Ka e scudo stealth. La torretta mediante il radar produce quattro fasci che vengono proiettati sul bersaglio e il proiettile viene radiocomandato nella sua direzione in modo tale che rimanga all'interno dei fasci. I proiettili DART sono un sottocalibro da 42 mm e grazie ad un adattatore raggiungono i 76 mm del calibro del cannone, hanno delle alette canard che gli permettono di manovrare e la sezione di coda ha sei pinne fisse e il ricevitore radio.
All'inizio dell'estate del 2008 NAVARM ha richiesto l'aggiornamento di un cannone al sistema Davide/Strales proveniente da un pattugliatore classe Cigala Fulgosi. Le prove sono state effettuate con successo presso il Poligono Interforze di Salto di Quirra nel marzo 2009 e hanno visto lo sparo contro bersagli a 8 km di due proiettili singoli e di una raffica da tre proiettili, che è quella attualmente nell'impiego antimissile. Il sistema dopo essere stato testato sul pattugliatore Comandante Foscari con prove di tiro con le nuove munizioni guidate in accoppiamento con il radar NA-25X, dopo aver terminato le prove è rimasto pienamente funzionante a bordo della nave.




MISSILI Aster 30 Block 1

I missili Aster sono una famiglia di ordigni antiaerei superficie/aria costruiti da Eurosam, un consorzio Europeo formato da MBDA Italia, MBDA Francia e Thales. 
La famiglia è composta da due varianti Aster 15 con gittata di 30 km e Aster 30 con gittata di 120 km, Il sistema di guida si avvale di un radar attivo nella fase finale, mentre nella fase di crociera il missile riceve aggiornamenti tramite un data-link. I missili Aster sono progettati per essere utilizzati sia da unità navali che da lanciatori terrestri.
La versione 30 differisce dalla 15 per la presenza di un primo stadio (booster)..In entrambi i missili, la parte che effettua l'intercettazione (dardo) è caratterizzata dai sistemi di manovra PIF (dal francese Pilotage en Force) e PAF (Pilotage Aerodinamic Fort). Il PAF è una architettura nella quale parte dei timoni (TVC) viene investita dal flusso aerodinamico generato del motore a razzo, mentre il PIF è basato su getti di aria compressa che modificano rapidamente la traiettoria del missile. Il PIF viene usato soprattutto in prossimità del bersaglio, dove la forza aerodinamica generata dai timoni classici ha un'isteresi più alta e quindi non è in grado di far cambiare traiettoria al missile con sufficiente rapidità, peggiorando le caratteristiche di precisione del sistema d'arma.
Il FSAF SAMP/T (dal francese Famille de Sol-Air Futurs Sol-Air Moyenne-Portée / Terrestre - Piattaforma a terra per un missile terra-aria) è un sistema missilistico terra-aria di nuova generazione sviluppato dal consorzio europeo Eurosam formato da MBDA Italia, MBDA Francia e Thales. Fa uso del missile Aster 30, utilizzato anche in ambiente navale nel sistema PAAMS, e dotato di un raggio d'azione di 100 km per l'intercettazione di aerei e 25 km per quella dei missili.
Rispetto all’attuale versione, la NT prevede essenzialmente un nuovo seeker in banda Ka, che sostituirà la quello in banda Ku oggi utilizzato, e un più moderno calcolatore. La maggiore frequenza della banda Ka, in particolare, darà al sistema di guida più raggio d’azione e una maggior precisione, caratteristiche che dal punto di vista operativo si traducono per il missile in una migliorata velocità di intercetto e nella possibilità di colpire bersagli di più ridotte dimensioni.
Si tratta di caratteristiche fondamentali, ad esempio, nel caso di intercetto di missili balistici dotati di testate multiple.
La versione NT, in ogni caso, sarà dotata della stessa massa e dello stesso booster della Block 1 “standard”, di cui manterrà anche la caratteristica di interoperabilità e comunanza tra la piattaforma marina e terrestre.

CRISI DEL GOLFO 2026: ATTACCO DI ISRAELE E U.S.A. ALL’IRAN

Un video diffuso dal Ministero della Difesa del Qatar il 30 marzo 2026 mostra la Marina qatariota impegnata in operazioni di difesa missilistica A.B.M. e di attacco, tra cui quello che sembra essere il lancio da parte della LPD Al Fulk di almeno un missile ASTER 30 Block 1 contro una minaccia in arrivo, che potrebbe essere un missile balistico. Sarebbe questo il primo caso noto di una nave da guerra anfibia impegnata in un vero e proprio combattimento contro il lancio di missili balistici. 
Un filmato diffuso sul web, mostra anche una delle corvette progettate da Fincantieri classe Al Zubarah della Marina del Qatar mentre lancia missili terra-aria durante scontri diurni e il lancio di missili antinave MM40 Exocet. Le immagini video sono state effettuale dall'interno della centrale informazioni e di combattimento (CIC) oscurata; sono visibili molteplici intercettazioni tracciate nel cielo diurno e notturno.
La Al Fulk, consegnata da Fincantieri alla fine del 2023, è l'unica nave anfibia al mondo dotata di un sistema di difesa missilistica balistica dedicato. L'unità è equipaggiata con un sistema di lancio verticale Sylver A50 a 8 celle, caricato con missili MBDA ASTER 30 Block 1, abbinato al radar AESA Kronos di Leonardo e a un radar Kronos Power Shield in banda L, in grado di rilevare minacce balistiche a distanze fino a 1.500 Km.
Grazie al suo sistema di difesa aerea SAAM-ESD, l'Al Fulk è in grado di tracciare i missili balistici in arrivo e di ingaggiarli direttamente oppure di coordinare, tramite collegamento dati, le quattro corvette di classe Al Zubarah, ognuna delle quali è dotata di un sistema di lancio verticale a 16 celle con lo stesso tipo di missile. La LPD funge da sensore a lungo raggio e nodo di comando per la difesa aerea della flotta, un ruolo che nessun'altra nave anfibia svolge attualmente.
L'azione mostrata nel video è coerente con il più ampio schema di attacchi missilistici balistici e con droni iraniani contro il Qatar, iniziati già nel giugno 2025. Ad oggi, le forze armate del Qatar hanno intercettato oltre 60 missili balistici e diverse ondate di droni dall'inizio della campagna, con la Marina emiratina che ha contribuito alle operazioni di difesa aerea insieme all'aeronautica.
Il fatto che una LPD, una classe di navi progettata principalmente per il trasporto di truppe, veicoli e mezzi da sbarco, stia ora conducendo operazioni di difesa missilistica balistica in mare, sottolinea le insolite esigenze operative che guidano la progettazione della flotta del Qatar. Con una marina di piccole dimensioni e un contesto ad alto rischio, la Marina del Qatar ha scelto di integrare la difesa aerea di area in ogni principale unità di superficie da combattimento, compresa la sua ammiraglia anfibia.






La classe Doha, o classe Al Zubarah, è una classe di 4 corvette costruite da Fincantieri per la marina del Qatar.

Il contratto tra Qatar e Fincantieri per la fornitura di 4 corvette alla Al-Bahriyya al-Qatariyya, dal valore complessivo di 4 miliardi e che comprende anche due pattugliatori d'altura e una Landing Platform Dock, è stato firmato il 16 giugno 2016. La costruzione della prima unità è iniziata nel luglio 2018 presso il cantiere navale del Muggiano. Le nuove corvette sono state presentate al pubblico al salone DIMDEX di Doha del 2018.
La prima unità della classe è stata impostata nel novembre 2018, è stata varata il 27 febbraio 2020 ed è stata consegnata alla marina qatariota il 28 ottobre 2021. La seconda e la terza unità sono state varate, rispettivamente, il 13 febbraio e il 30 settembre 2021. L'ultima unità della classe è stata varata il 29 marzo 2022 ed è stata consegnata il 16 maggio 2023.
Le unità della classe Doha possono svolgere diverse missioni tra cui pattuglia, scorta e combattimento, sono lunghe circa 107 metri, larghe 14,7 e hanno un dislocamento di circa 3 250 t. Sono propulse da un sistema CODAD con 4 motori diesel MAN 22/38D collegati a due eliche a passo variabile e sono in grado di raggiungere la velocità massima di 28 nodi.
L'equipaggio è costituito da 98 persone a cui possono aggiungersene altre 14, per un totale di 112 membri dell'equipaggio. Le corvette sono dotate di un ponte di volo e un hangar che possono ospitare un elicottero multiruolo NH90 e possono trasportare anche vari RHIB, imbarcati tramite una gru laterale e una rampa a poppa.
Le navi sono armate con un cannone Otobreda 76/62 Super Rapido, due cannoni Marlin 30 da 30 mm, un lanciatore di missili antiaerei a corto raggio RIM-116 Rolling Airframe Missile da 21 missili posizionato sopra l'hangar, due sistemi di lancio verticale Sylver A-50 con un totale di 16 container per missili antiaerei a medio raggio Aster 30 e 8 missili antinave Exocet MM40 Block III.
Le unità sono dotate di un Combat Management System ATHENA, un radar multifunzione KRONOS Grand Naval e un sonar antimine Thesan, tutti prodotti da Leonardo. Il CMS gestisce una suite di comunicazione, che include un Tactical Data Link e comunicazioni satellitari, e una suite di sensori, che include il radar KRONOS e il sistema Identification friend or foe, una suite Infra-red search and track, che include due SASS prodotti da Leonardo, e una suite di contromisure elettroniche prodotta da Elettronica. Il Fire Control Radar del cannone 76/62 SR è un NA-30S MK2 prodotto da Leonardo mentre i cannoni da 30 mm sono controllati da un sistema di puntamento elettrottico Medusa MK4B ciascuno. I sistemi difensivi delle navi sono costituiti da 4 lanciatori di decoy Sylena e da alcuni lanciatori di decoy anti-siluro posizionati lungo i fianchi.

DATI TECNICI:
  • Costruttore: Fincantieri, Cantiere navale Muggiano (La Spezia), Italia 
  • Dislocamento: 3.300 tonnellate 
  • Lunghezza: 107 metri (351 piedi 1 pollice) 
  • Larghezza: 14,7 m (48 piedi 3 pollici) 
  • Pescaggio: 8,6 m (28 piedi 2 pollici) 
  • Velocità: 28 nodi (52 km/h), max. / 15 nodi (28 km/h) di crociera 
  • Autonomia: 3.500+ NM (6.500+ km) 
  • Equipaggio: 98 (nave) +14 
  • Propulsione: Diesel combinato e diesel (CODAD) 4 motori diesel MAN 2 alberi / 2 eliche a passo variabile (FCPP) ;
Armamento:
  • Naval Group Sylver A50 Vertical Launching System / VLS (2 x 8 celle) per missili SAM MBDA Aster 30 Block 1 1 
  • 1 cannone super rapido Leonardo 76/62 
  • 2 sistemi d'arma Leonardo MARLIN 30 
  • 8 missili antinave MBDA MM40 Block 3 Exocet (SSM) 
  • 1 sistema d'arma missilistico Mk.31 a 21 celle per missili Rolling Airframe RIM-116 (RAM) 
  • Elettronica: Leonardo Combat Management System (CMS) Radar AESA 3D Leonardo Kronos Grand Naval Radar a doppia banda Leonardo NA-30S Mk 2 e Sistema di controllo del tiro EO/IR (per 76/62) Leonardo Medusa MK4/B Sistema di controllo del tiro elettro-ottico /EO-FCS (per Marlin WS) Leonardo SASS (Silent Acquisition & Surveillance System) Sistema IRST Lacroix Sylenia sistema di lancio di esche per siluri Leonardo ODLS 20 sistema sonar a traino Leonardo Black Snake (TASS) Leonardo Thesan Sonar per l'evitamento di ostacoli e mine.
  • Elicotteri imbarcati: ponte di volo e hangar per 1 elicottero NH90.




CRISI DEL GOLFO PERSICO 2026

Durante l'attuale conflitto non sono state registrate pubblicamente perdite di navi iraniane a causa di attacchi missilistici antinave. 
Un video recente mostra anche il lancio di missili antinave e superficie-aria dalle corvette di classe Al Zubarah. 
Queste unità sono dotate di due lanciatori quadrupli per i missili antinave MBDA Exocet MM40 Block 3. Sebbene l'Exocet sia progettato principalmente per attacchi marittimi, la variante Block 3 incorpora la navigazione tramite waypoint GPS e la capacità di seguire complessi profili di volo 3D, conferendogli una comprovata capacità contro obiettivi costieri.
Un recente filmato potrebbe quindi mostrare missili Exocet impiegati in un ruolo di attacco terrestre contro obiettivi costieri, un caso d'uso per il quale la famiglia MM40 Block 3 è stata specificamente progettata. Le corvette di classe Al Zubarah hanno un dislocamento di circa 3.250 tonnellate e sono armate con un cannone da 76 mm, sistema di difesa ravvicinata RAM e 16 missili ASTER 30 Block 1 per la difesa aerea. Costruite da Fincantieri tra il 2020 e il 2024, le quattro navi costituiscono la spina dorsale della flotta di superficie del Qatar.




IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, NavalNews, Forum.difesa, WIKIPEDIA, You Tube)






























 

lunedì 23 marzo 2026

Esercito Italiano (EI): i primi 7.000 esemplari del fucile d’assalto Bdt (Beretta defense technologies) “Narp” su di un ordine iniziale di 50.000; vengono distribuiti al 9° reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin e il 4° reggimento ranger paracadutisti alpini. Le armi sono camerate nel cal. 5,56×45, con canne lunghe 11,5 e 14,5 pollici, ed anche nella variante in 7,62×51. BRITISH ARMY: Beretta propone il NARP e il Sako M23 come concorrenti per il nuovo fucile d'assalto britannico.












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Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.









Esercito Italiano (EI)

L'Esercito Italiano (EI) è la componente terrestre delle forze armate italiane, delle quali fanno parte anche la Marina Militare, l'Aeronautica Militare e l'Arma dei Carabinieri, tutte dipendenti dal capo di stato maggiore della difesa e inserite nel Ministero della difesa.

Nato come Regio Esercito nel 1861 in occasione dell'Unità d'Italia dal nucleo della Armata Sarda, assunse la denominazione attuale dopo la nascita della Repubblica Italiana avvenuta nel 1946. Terminata la fase di transizione del secondo dopoguerra, periodo durante il quale alcune unità erano ancora sotto il controllo Alleato, l'ingresso dell'Italia nella NATO comportò per l'Esercito una riorganizzazione e un ammodernamento in funzione di contrasto a un'eventuale azione militare da parte delle forze del Patto di Varsavia. I mutevoli scenari a livello internazionale hanno fatto sì che l'Esercito Italiano partecipasse inoltre a varie missioni di pace sotto egida ONU o NATO, quale ad esempio la missione Ibis in Somalia cominciata nel 1992 nell'ambito della missione UNITAF o l'UNMIBH in Bosnia ed Erzegovina, durata dal 1995 al 2002.


Con l'avvento del XXI secolo l'Arma dei Carabinieri che prima faceva parte dell'Esercito, nel 2000 ha assunto il rango di forza armata; l'emanazione poi della legge 23 agosto 2004, n. 226 ha determinato la sospensione alle chiamate del servizio militare obbligatorio a partire dal 2005 accanto a un processo di riforma generale accompagnato da una progressiva riduzione di effettivi.





La distribuzione del fucile d’assalto Beretta Narp all’E.I. era stata ufficializzata a fine 2025: adesso sono stati resi noti anche i quantitativi, si parla di una commessa iniziale di 7 mila esemplari con una proiezione su un complessivo di 50 mila.

A Natale 2025, il Capo di Stato maggiore, Carmine Masiello, ha confermato ai media l’avvio della distribuzione del fucile d’assalto di nuova generazione Beretta Narp all’E.I.. Ora emergerebbe che la commessa sarà di 7.000 esemplari su circa 50.000 esemplari iniziali. L’ordine di che trattasi intende accelerare la sostituzione dei fucili d’assalto Beretta Arx 160 e dei più datati AR70/90. I primi reparti a ricevere il nuovo fucile d’assalto saranno il 9° reggimento d’assalto paracadutisti Col Moschin e il 4° reggimento ranger paracadutisti degli Alpini. Le armi saranno camerate ancora nel cal. 5,56×45, con canne lunghe 11,5 e 14,5 pollici; è prevista anche l’acquisizione di una variante cal. 7,62×51 NATO.


Il British Army (Esercito britannico) è la componente terrestre delle forze armate britanniche. 

Nacque dopo l'emanazione dell'Atto d'unione del 1707 con l'unificazione dei governi e delle forze armate di Inghilterra e Scozia nel Regno Unito di Gran Bretagna, incorporando reggimenti preesistenti dei due regni e quindi posto sotto il controllo del War Office di Londra.


Nel 2024 il totale del personale militare operativo è composto da 75 166 persone. Nel 2006 ne facevano parte 107 730 soldati, altri 38 460 appartenevano al Territorial Army. Per distinguerla dal Territorial Army, il British Army è indicato anche come Regular Army. La forza armata è oggi dispiegata in molte zone di guerra di tutto il mondo come parte di forze di combattimento e di forze di peacekeeping delle Nazioni Unite. Diversamente dalla Royal Navy, dai Royal Marines e dalla Royal Air Force, il British Army non ha l'aggettivo "Royal" nel suo nome perché alcune unità con cui fu formato nel 1707 già non avevano il prefisso "Royal" nel proprio.

Beretta propone il NARP e il Sako M23 come concorrenti per il nuovo fucile d'assalto britannico.

Come noto agli addetti ai lavori, Beretta Defense Technologies (BDT) partecipa dall’anno scorso alla gara per il prossimo fucile d'assalto britannico con due proposte. 




Con il nome in codice Grayburn, il Regno Unito intende sostituire l’attuale e datato SA80 in dotazione. Come sopra detto, l’italiana Beretta propone il New Assault Rifle Platform (NARP) o l'M23 della Sako, azienda finlandese ora parte di Beretta, sviluppato con la partecipazione svedese e già in servizio presso le forze armate di entrambi i paesi.
Entrambe le armi sono camerate per il calibro NATO 5,56 x 45 mm e si basano rispettivamente sulle piattaforme AR-15 e AR-10, ormai diffuse a livello globale. Come noto, Beretta si è concentrata sul miglioramento dei punti deboli del sistema, mantenendo al contempo le caratteristiche familiari a molti utenti. In particolare, la molla di recupero è ora posizionata sopra l'otturatore e non sporge più nel calcio come accadeva sull'AR originale. Ciò consente la sostituzione modulare del calcio, comprese le versioni pieghevoli.
Nel 2025, a Norimberga, Beretta Defense Technologies (BDT) ha presentato due modelli NARP: uno con calcio classico in stile AR e l'altro con calcio pieghevole, destinato a ulteriori personalizzazioni. 

Particolare enfasi è stata posta sull'affidabilità e sulla facilità di intercambiabilità dell'intero gruppo otturatore. 

Il fucile d’assalto è progettato per l'utilizzo sia da parte di tiratori destrorsi che mancini, ed è dotato di una leva di sicurezza ambidestra. È offerto con canne da 11,5, 14,5 e 16 pollici, ma secondo Cadwell sono possibili anche versioni da 18 o 20 pollici, ad esempio come fucile di precisione per tiratori scelti.
Il Sako M23 offre già questa capacità, e nel più potente calibro NATO 7,62 x 51 mm. Mentre la Svezia sta introducendo il nuovo modello come versione standard in calibro 5,56 mm (AK 24 con canne da 11,5 e 14,5 pollici) e 7,62 mm (AK 25 con canne da 16 o 18 pollici), nonché come fucile di precisione in calibro 7,62 mm con canne da 18 o 20 pollici; la Finlandia inizialmente ha adottato solo il DMR KIV 23 e il fucile di precisione TKIV 23 nel calibro maggiore. La decisione di due suddetti alleati della NATO di adottare questo tipo di arma è un argomento molto importante per l’offerta nella gara d'appalto britannica.
La Gran Bretagna non ha ancora deciso il calibro per il successore dell'SA80, ma si prevede che verrà utilizzato l'attuale 5,56 mm. Il progetto Grayburn è ancora in fase concettuale. 
Poiché la dismissione dell'attuale fucile d’ordinanza del Royal Army è prevista per il 2030, la nostra Beretta BDT spera di poter definire presto un piano più concreto per affrontare ad armi pari la forte concorrenza. È risaputo che la tedesca Heckler & Koch ha già migliorato l'SA80 fino all'attuale versione A3 e quindi spera di poter fornire anche un modello migliorato allo stato dell’arte.

Il New Assault Rifle Platform, NARP, è un fucile d'assalto italiano camerato per il calibro 5,56 × 45 mm NATO, sviluppato e prodotto dalla Beretta.

Lo sviluppo del NARP è iniziato nel 2018, con varianti via via sottoposte alle forze speciali nazionali per i test a fuoco. L'arma è stata presentata ufficialmente nel corso del salone londinese DSEI del 2023, dopo 15 anni dal lancio del Beretta ARX-160.
A dicembre 2025 è stata annunciata l'acquisizione da parte dell'Esercito Italiano, nelle cui unità operative il NARP andrà a sostituire il predecessore ARX-160.
Nonostante la somiglianza esterna, il NARP non condivide alcuna parte meccanica con il sistema AR-15. Esso è composto da due semi-castelli in lega di alluminio Ergal, accoppiati da due perni passanti, uno posteriore di apertura e uno anteriore di smontaggio. Il semi-castello inferiore (o lower receiver), verso il bocchettone di alimentazione, presenta la leva di selezione ambidestra a 3 posizioni (sicura, colpo singolo e raffica). Sono ambidestri anche il pulsante di sgancio del caricatore e la leva di sblocco dell'otturatore. Sul semi-castello superiore (upper receiver) è presente posteriormente la leva a T di armamento, superiormente una guida STANAG 4694, che si raccorda frontalmente con quella presente sull'astina paramano traforata. Le mire metalliche, ribaltabili e amovibili, sono composte da tacca di mira a diottra e mirino a palo. La calciatura base, compatibile con quelle stile AR-15, è di tipo ribaltabile metallica scheletrata, con poggia-guancia.
Le canne inizialmente previste in calibro 5,56 mm NATO sono da 11,5 pollici per la versione CQB (Close Quarters Battle) e 14,5 pollici per la versione Carbine. Sviluppi futuri potranno essere una versione CQB con canna da 7 pollici in calibro .300 AAC Blackout (7,62 × 35 mm NATO), una versione Infantry Automatic Rifle (mitragliatrice leggera) con canna da 16 pollici e un Designated Marksman Rifle con canna da 18 pollici. Le canne sono munite di spegnifiamma a 3 rebbi e sono predisposte per un silenziatore appositamente sviluppato, il Beretta B-SILENT.
L'arma è alimentata da caricatori prismatici STANAG NATO da 20 o 30 colpi, ma è in grado di utilizzare anche caricatori a tamburo. Il fucile d’assalto sarà inoltre compatibile con il lanciagranate Beretta GLX 160 tramite un'apposita interfaccia. Il sistema di funzionamento, coperto da un nuovo brevetto Beretta, è a sottrazione di gas con pistone a corsa corta.








IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Armi & Tiro, soldat-und-technik.de, WIKIPEDIA, You Tube)















 

sabato 21 marzo 2026

Canadian Army 2026 - 2029: a breve le forze armate di Ottawa riceveranno i nuovi fucili d’assalto Canadian Modular Assault Rifle CMAR GS. Saranno ordinati 65.402 fucili in due fasi.











https://svppbellum.blogspot.com/

Si vis pacem, para bellum 
(in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.


Articolo 52 della Costituzione italiana: “…La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…”.







A breve il Canadian Army avrà in dotazione i nuovi fucili d’assalto Canadian Modular Assault Rifle CMAR GS, grazie ad un importante programma di riarmo annunciato dal Governo federale di Ottawa.



La trasformazione della difesa canadese è sempre più definita non solo dalle principali piattaforme e dalle strategie industriali a lungo termine, ma anche dalla modernizzazione degli strumenti su cui i militari fanno affidamento ogni giorno. Al centro di questo sforzo c'è il soldato, e ora è in corso un cambio generazionale per dotarlo di un nuovo fucile d'ordinanza standard.
Il 19 marzo 2026, a Kitchener, in Ontario, il governo del Canada ha annunciato un traguardo significativo in questa trasformazione: un contratto assegnato dalla Defence Investment Agency (DIA) a Colt Canada per la fornitura della prossima generazione di armi leggere alle Forze Armate Canadesi (CAF).
Nell'ambito dell'iniziativa canadese per i fucili d'assalto modulari (CMAR), il contratto prevede l'acquisizione di un massimo di 65.402 sistemi di fucili d'assalto, segnando la tanto attesa sostituzione della flotta C7/C8 in servizio da oltre 35 anni.
Per decenni, i fucili C7 e C8 sono stati un pilastro delle operazioni delle Forze Armate Canadesi, a supporto delle missioni in patria e all'estero. Ma con l'evolversi delle esigenze operative e il progresso tecnologico, anche l'equipaggiamento che garantisce l'efficacia dei soldati deve evolversi.
Il programma CMAR è progettato per realizzare questo salto di qualità.
Il progetto si articolerà in due fasi. La Fase 1 prevede l'acquisizione di 30.000 fucili General Service (GS) nell'arco di tre anni, per un valore stimato di circa 307 milioni di dollari, tasse incluse. La Fase 2, che dovrebbe iniziare nel quarto anno in base a una clausola opzionale, amplierà la flotta con ulteriori 19.207 fucili GS e 16.195 fucili Full Spectrum (FS), insieme alle relative attrezzature ausiliarie.
Al di là dei numeri, l'intento è chiaro: fornire ai membri delle Forze Armate Canadesi un moderno sistema di fucile che migliori la consapevolezza situazionale, aumenti l'affidabilità e rafforzi la protezione sul campo. Il progetto include anche l'integrazione del sistema e il supporto ingegneristico, garantendo che la capacità sia pienamente integrata nel più ampio ecosistema operativo.
L'iniziativa CMAR rappresenta anche un caso di studio per valutare come il Canada intende acquisire capacità di difesa in futuro.
Anziché seguire le tempistiche tradizionali, la DIA ha portato avanti il progetto attraverso un'acquisizione diretta per la sostituzione delle risorse, utilizzando un approccio basato sul rischio (RBA). Questo approccio riflette uno sforzo deliberato per semplificare i processi di approvvigionamento e accelerare i tempi di consegna, garantendo che le attrezzature critiche raggiungano più rapidamente i membri delle Forze Armate canadesi.
“Fornire alle Forze Armate canadesi capacità moderne e affidabili è fondamentale per la missione dell'Agenzia per gli Investimenti della Difesa, e il nostro approccio semplificato consentirà di fornire queste capacità alle nostre truppe più rapidamente. Questo contratto con Colt Canada promuove la nuova Strategia Industriale per la Difesa del Canada, rafforzando la produzione nazionale, creando posti di lavoro ben retribuiti e facendo crescere la nostra economia. Investendo in sistemi avanzati e competenze canadesi, garantiamo che le nostre Forze rimangano pronte ad affrontare le sfide future, costruendo al contempo un'industria della difesa più forte e resiliente in patria”, ha dichiarato l'Onorevole Stephen Fuhr, Segretario di Stato (Approvvigionamento per la Difesa).
Questo passaggio verso velocità e agilità non avviene in modo isolato. Fa parte di uno sforzo più ampio per allineare gli appalti alla strategia industriale della difesa del Canada, garantendo che la fornitura di capacità e la crescita industriale procedano di pari passo.
La decisione di assegnare il contratto a Colt Canada sottolinea un pilastro fondamentale dell'evoluzione della strategia di difesa del Canada: costruire e mantenere capacità a livello nazionale.
Con l'impegno a garantire almeno l'80% di contenuto canadese, il programma dovrebbe generare opportunità per i fornitori in tutto il Paese, rafforzando le catene di approvvigionamento e supportando un'ampia rete di piccole e medie imprese. L'impatto economico è inoltre significativo: si prevede che l'investimento contribuirà per circa 10 milioni di dollari all'anno al PIL canadese nei prossimi cinque anni, creando al contempo posti di lavoro ben retribuiti.
Ulteriori vantaggi deriveranno dalla politica sui benefici industriali e tecnologici (ITB), garantendo che la spesa per la difesa si traduca in investimenti a lungo termine e di alto valore nell'industria canadese.
“L’annuncio odierno riflette il costante impegno del nostro governo a garantire che le Forze Armate canadesi dispongano delle capacità necessarie per proteggere i canadesi e contribuire alla sicurezza globale. Il progetto del fucile d’assalto modulare canadese rappresenta un passo importante nella modernizzazione dell’equipaggiamento su cui i nostri militari fanno affidamento ogni giorno. Investendo in strumenti moderni e affidabili e collaborando con un partner canadese di fiducia, sosteniamo la prontezza operativa delle nostre Forze Armate, rafforzando al contempo l’industria della difesa canadese e la forza lavoro qualificata che la compone”, ha dichiarato l’Onorevole David J. McGuinty, Ministro della Difesa Nazionale.
Sebbene gli impatti industriali ed economici siano considerevoli, l'obiettivo principale rimane l'efficienza operativa.
Per l'esercito canadese, l'introduzione di un nuovo sistema di fucile rappresenta più di un semplice aggiornamento tecnico: è un miglioramento fondamentale della capacità del soldato di operare in ambienti sempre più complessi.
“L'annuncio di oggi rappresenta una vittoria per il Canada e per le Forze Armate canadesi. I fucili rimangono fondamentali per l'efficacia dei soldati sul campo e questo sviluppo apporta alle forze armate canadesi oltre 40 anni di evoluzione tecnologica. Ciò rappresenta un progresso tangibile e un chiaro esempio di come possiamo muoverci con maggiore agilità per fornire ai soldati equipaggiamenti moderni e affidabili. Si tratta di fornire all'Esercito canadese ciò di cui ha bisogno, oggi e in futuro”, ha dichiarato il Tenente Generale MC Wright, Comandante dell'Esercito canadese.
Il contratto con CMAR rientra nella prima ondata di appalti ad alta priorità gestiti dalla Defence Investment Agency, che sta svolgendo un ruolo centrale nel ridefinire il modo in cui il Canada equipaggia le proprie forze armate.
Coinvolgendo l'industria in una fase più precoce, allineando gli appalti alle priorità strategiche a lungo termine e puntando sulle capacità nazionali, la DIA sta contribuendo all'attuazione della più ampia Strategia Industriale della Difesa, che mira a ricostruire, riarmare e reinvestire nelle Forze Armate Canadesi (CAF).
In un periodo di crescente incertezza globale e di minacce in continua evoluzione, la modernizzazione del fucile d'ordinanza canadese può apparire modesta rispetto ai vasti programmi navali o aerospaziali. Tuttavia, per molti versi, è emblematica di un cambiamento più ampio: l'attenzione si concentra sulla fornitura di capacità pratiche e immediate a chi si trova in prima linea, costruendo al contempo un ecosistema di difesa più forte e resiliente a livello nazionale.

Il Canadian Modular Assault Rifle (CMAR) è stato adottato definitivamente dopo la decisione del Governo di stanziare 93,3 miliardi di dollari canadesi per il Ministero della Difesa Nazionale.

Alla Colt Canada in Ontario saranno ordinati 65.402 fucili in due fasi: la prima fase prevede 30.000 fucili General Service (GS) nei prossimi tre anni, con un costo di 307 milioni di dollari.
La Colt Canada, parte del gruppo Colt CZ è destinataria di un contratto per il progetto canadese di fucili d'assalto modulari (CMAR) e per la fornitura di fucili d'assalto e altri servizi per un valore di circa 172 milioni di euro. L'annuncio è stato dato in data 19 marzo 2026.
In base al contratto, la società Colt Canada fornirà 30.000 fucili General Service (GS) tra il 2026 e il 2029 per sostituire i datati fucili C7 e le carabine C8, in servizio presso le Forze Armate canadesi da oltre 35 anni. Il contratto include anche opzioni per ulteriori fucili, nello specifico 19.207 fucili GS aggiuntivi e 16.195 fucili Full Spectrum (FS). Oltre ai fucili stessi, il contratto copre anche l'integrazione del sistema e i servizi di supporto tecnico.
La variante FS del fucile è destinata alle unità di fanteria ed è ottimizzata per operazioni offensive in ambienti urbani e terreni aperti. La variante GS è destinata all'uso generale nelle Forze Armate canadesi da parte del personale non direttamente coinvolto nel combattimento di fanteria, come il personale di supporto e gli operatori di veicoli e sistemi d'arma.
Un video delle Forze Armate Canadesi sembra suggerire un fucile in stile AR. Pertanto, sarebbe logico supporre che il CMAR sarà un ulteriore sviluppo del Colt Canada Modular Rail Rifle (MMR), recentemente adottato dalla Danimarca. L'MMR è l'ultima evoluzione delle piattaforme di fucili C7 e C8 di Colt Canada, che sono essenzialmente versioni prodotte su licenza del Colt M16A2 fabbricato in Canada. Sviluppare il CMAR basandosi su una piattaforma esistente e ben nota non solo riduce i tempi necessari per lo sviluppo, i test e la qualificazione, ma le similitudini nella gestione dell'arma semplificheranno anche l'addestramento al nuovo utilizzo dei fucili, e l'utilizzo degli stessi pezzi di ricambio ottimizzerà la logistica.
Il contratto CMAR comprende anche le munizioni per i nuovi fucili e, sebbene non sia ancora stata rilasciata alcuna dichiarazione definitiva, si presume generalmente che manterranno il calibro 5,56×45 mm NATO degli attuali fucili C7, C8 e MMR. 
La General Dynamics Ordnance and Tactical Systems Canada produce attualmente la cartuccia 5,56×45 mm C77 per le Forze Armate canadesi e sta sviluppando una cartuccia 5,56×45 mm migliorata e a basse emissioni, nota come XC77A2. Secondo quanto riportato dalla stampa canadese, questa cartuccia è destinata ai nuovi fucili CMAR e dovrebbe migliorare la penetrazione e le prestazioni anche a distanze maggiori.
Oltre a modernizzare l'arsenale di armi leggere delle Forze Armate canadesi, il progetto CMAR mira anche a rafforzare l'industria della difesa canadese in quanto Colt Canada si è impegnata a garantire una produzione canadese di almeno l'80% dei nuovi fucili, il che dovrebbe avvantaggiare l'industria locale, creare nuovi posti di lavoro e aprire opportunità per i fornitori in tutto il Canada.
Anche il processo di appalto in sé è innovativo, poiché la DIA ha assegnato il contratto CMAR utilizzando un "approccio basato sul rischio". Sebbene non siano state fornite ulteriori spiegazioni su questo approccio, esso ha lo scopo di semplificare e velocizzare al massimo l'assegnazione dei contratti e la consegna delle attrezzature alle Forze Armate canadesi.










IL NOSTRO PENSIERO

Si vis pacem, para bellum  (in latino: «se vuoi la pace, prepara la guerra») è una locuzione latina.

Usata soprattutto per affermare che uno dei mezzi più efficaci per assicurare la pace consiste nell'essere armati e in grado di difendersi, possiede anche un significato più profondo che è quello che vede proprio coloro che imparano a combattere come coloro che possono comprendere meglio e apprezzare maggiormente la pace.
L'uso più antico è contenuto probabilmente in un passo delle Leggi di Platone. La formulazione in uso ancora oggi è invece ricavata dalla frase: Igitur qui desiderat pacem, praeparet bellum, letteralmente "Dunque, chi aspira alla pace, prepari la guerra". È una delle frasi memorabili contenute nel prologo del libro III dell'Epitoma rei militaris di Vegezio, opera composta alla fine del IV secolo.
Il concetto è stato espresso anche da Cornelio Nepote (Epaminonda, 5, 4) con la locuzione Paritur pax bello, vale a dire "la pace si ottiene con la guerra", e soprattutto da Cicerone con la celebre frase Si pace frui volumus, bellum gerendum est (Philippicae, VII, 6,19) tratta dalla Settima filippica, che letteralmente significa "Se vogliamo godere della pace, bisogna fare la guerra", che fu una delle frasi che costarono la vita al grande Arpinate nel conflitto con Marco Antonio.

Blog dedicato agli appassionati di DIFESA, storia militare, sicurezza e tecnologia. 

La bandiera è un simbolo che ci unisce, non solo come membri di un reparto militare ma come cittadini e custodi di ideali. Valori da tramandare e trasmettere, da difendere senza mai darli per scontati. E’ desiderio dell’uomo riposare là dove il mulino del cuore non macini più pane intriso di lacrime, là dove ancora si può sognare…
…una vita che meriti di esser vissuta.
Ripensare la guerra, e il suo posto nella cultura politica europea contemporanea, è il solo modo per non trovarsi di nuovo davanti a un disegno spezzato senza nessuna strategia per poterlo ricostruire su basi più solide e più universali. Se c’è una cosa che gli ultimi eventi ci stanno insegnando è che non bisogna arrendersi mai, che la difesa della propria libertà ha un costo ma è il presupposto per perseguire ogni sogno, ogni speranza, ogni scopo, che le cose per cui vale la pena di vivere sono le stesse per cui vale la pena di morire.
Si può scegliere di vivere da servi su questa terra, ma un popolo esiste in quanto libero,  in quanto capace di autodeterminarsi, vive finché è capace di lottare per la propria libertà:  altrimenti cessa di esistere come popolo. Qualcuno è convinto che coloro che seguono questo blog sono dei semplici guerrafondai!  Nulla di più errato. 
Quelli che, come noi, conoscono le immense potenzialità distruttive dei moderni armamenti sono i primi assertori della "PACE". 
Quelli come noi mettono in campo le più avanzate competenze e conoscenze per assicurare il massimo della protezione dei cittadini e dei territori:  SEMPRE!
….Gli attuali eventi storici ci devono insegnare che, se vuoi vivere in pace, devi essere sempre pronto a difendere la tua Libertà…. La difesa è per noi rilevante poiché essa è la precondizione per la libertà e il benessere sociale. Dopo alcuni decenni di “pace”, alcuni si sono abituati a darla per scontata: una sorta di dono divino e non, un bene pagato a carissimo prezzo dopo innumerevoli devastanti conflitti.…
…Vorrei preservare la mia identità, difendere la mia cultura, conservare le mie tradizioni. L’importante non è che accanto a me ci sia un tripudio di fari, ma che io faccia la mia parte, donando quello che ho ricevuto dai miei AVI, fiamma modesta ma utile a trasmettere speranza ai popoli che difendono la propria Patria! Violenza e terrorismo sono il risultato della mancanza di giustizia tra i popoli. Per cui l'uomo di pace si impegna a combattere tutto ciò  che crea disuguaglianze, divisioni e ingiustizie.
Signore, apri i nostri cuori affinché siano spezzate le catene della violenza e dell’odio, e finalmente il male sia vinto dal bene…
Come i giusti dell’Apocalisse scruto i cieli e sfido l’Altissimo: fino a quando, Signore? Quando farai giustizia? Dischiudi i sette sigilli che impediscono di penetrare il Libro della Vita  e manda un Angelo a rivelare i progetti eterni,  a introdurci nella tua pazienza, a istruirci col saggio Qoelet: “””Vanità delle vanità: tutto è vanità”””.
Tutto…tranne l’amare.

(Fonti: https://svppbellum.blogspot.com/, Web, Google, Vanguardcanada, ARESDIFESA, HARTPUNKT, WIKIPEDIA, You Tube)